APPROVATI I DECRETI ATTUATIVI DEL JOBS ACT IN MATERIA DI CONGEDI, MANSIONI, CONTRATTI A PROGETTO E CASSA INTEGRAZIONE

15/06/2015 19:28:59

Nella seduta di giovedì 11 giugno il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali Giuliano Poletti, ha approvato i nuovi decreti attuativi del Jobs Act. Di seguito, le principali novità introdotte dai provvedimenti appena varati.

1. Per quanto concerne il congedo obbligatorio di maternità viene esteso il periodo di fruibilità del congedo parentale dagli attuali 8 anni di vita del bambino a 12, prevedendo la parziale retribuzione nella percentuale del 30% fino a 6 anni di età; per quanto riguarda il congedo di paternità, invece, il diritto al congedo viene esteso a tutte le categorie di lavoratori nei casi in cui la madre sia impossibilitata a beneficiarne.

2. Introdotta una disposizione innovativa a tutela delle donne vittime di violenza di genere, prevedendo la possibilità di essere inserite in percorsi di protezione debitamente certificati e di astenersi dal lavoro, per un massimo di tre mesi, con mantenimento del diritto alla retribuzione e agli altri istituti connessi.

3. A partire dall’entrata in vigore del decreto non potranno inoltre più essere attivati contratti di collaborazione a progetto e, a partire dal 1° gennaio 2016, le norme del lavoro subordinato saranno applicate anche ai rapporti di collaborazione personali che si concretizzino in prestazioni di lavoro continuative ed etero-organizzate dal datore di lavoro.

Tale ultima previsione non si applicherà, tuttavia, a quelle collaborazioni il cui trattamento economico e normativo sia regolamentato da accordi collettivi, stipulati dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, i quali prevedano specifiche discipline in ragione delle particolari esigenze produttive ed organizzative inerenti a quel determinato settore.

4. In tema di mansioni viene previsto che il lavoratore potrà essere assegnato a qualunque mansione del suo livello di inquadramento, purché rientranti nella medesima categoria.

In caso di processi di ristrutturazione o riorganizzazione aziendale e negli altri casi individuati dai contratti collettivi, l’impresa potrà modificare le mansioni di un lavoratore fino ad un livello senza modificare il suo trattamento economico.

Prevista inoltre la possibilità per il datore di lavoro e il lavoratore di sottoscrivere in sede protetta un accordo individuale che preveda la modifica del livello di inquadramento e della retribuzione del dipendente con l'obiettivo del mantenimento dell’occupazione, dell’acquisizione di una diversa professionalità o del miglioramento delle condizioni di vita.

5. Confermate le altre seguenti tipologie contrattuali: contratto a tempo determinato, contratto a chiamata, contratto di somministrazione a tempo indeterminato (staff leasing) e contratto di lavoro accessorio (voucher);

6. Modifiche importanti, invece, vengono apportate alla disciplina dell'apprendistato: viene infatti introdotto un sistema differenziato tra l'apprendistato finalizzato al conseguimento della qualifica e del diploma e quello di alta formazione e ricerca, e il conseguimento dei titoli potrà avvenire anche attraverso l'apprendimento svolto direttamente presso l'impresa.

7. Maggiore flessibilità in materia part-time: anche in assenza di specifiche previsioni contenute nel contratto collettivo, infatti, il datore di lavoro potrà chiedere al lavoratore di svolgere ore di lavoro supplementare fino al limite massimo di 25% delle ore di lavoro settimanali concordate; introdotta inoltre la possibilità di pattuire clausole elastiche o flessibili, con diritto del lavoratore ad una maggiorazione della retribuzione pari al 25 %.

8. In tema di cassa integrazione, si introduce:

- la riduzione della durata massima dell'ammortizzatore sociale, che tra cassa ordinaria e cassa straordinaria, non potrà superare il limite di 24 mesi in un quinquennio, contro i 48 mesi attuali

- l'innalzamento del tetto a 36 mesi in ipotesi di ricorso all'istituto della solidarietà

- l'aggiunta di sei mesi di straordinaria e la messa a disposizione di un fondo di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018, nei casi in cui «l’impresa cessi l’attività produttiva e sussistano concrete prospettive di rapida cessione dell’azienda e di un conseguente riassorbimento occupazionale»

- estensione del limite dei 24 mesi anche alla Naspi, anche per gli anni successivi al 2016.

9. Previsto infine l'assegno di ricollocazione, a cui avrà diritto il lavoratore che perda il posto di lavoro dopo soli sei mesi e finalizzato all'acquisto di servizi utili al ricollocamento.