DOPO L'ASSEMLEA SINDACALE DEI DIPENDENTI DEL COLOSSEO, APPROVATO DAL GOVERNO IL NUOVO DECRETO LEGGE SUL PATRIMONIO ATRISTICO E CULTURALE DELLA NAZIONE

22/09/2015 10:02:26

A seguito della chiusura di tre ore per assemblea sindacale dei lavoratori addetti al Colosseo, al Foro romano e al Palatino, il Consiglio dei Ministri di venerdì 18 settembre ha approvato un nuovo decreto legge, contenente misure urgenti per il patrimonio artistico e storico-artistico del paese.

"Il Consiglio dei ministri" - si legge nel comunicato stampa pubblicato dal governo - " ha approvato, su proposta del Ministro dei beni e attività culturali e del turismo Dario Franceschini, il decreto legge contenente misure urgenti per il patrimonio storico - artistico della Nazione. Il testo è composto da un unico articolo e chiarisce che l’apertura al pubblico di musei e luoghi della cultura rientra tra i servizi pubblici disciplinati dalla legge 146 del 1990 sull'esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali. L’intervento legislativo si è reso necessario ed urgente alla luce del ripetuto verificarsi di episodi che hanno impedito la continuità del servizio pubblico di fruizione del patrimonio storico e artistico della Nazione. Un’iniziativa che è stata auspicata anche dalla Commissione di garanzia dell'attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali"

"Una assemblea perfettamente legittima" - hanno replicato i sindacati in una nota firmata da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Pa - "richiesta in data 11 settembre scorso e svolta nel pieno rispetto delle norme che regolano i servizi essenziali, preceduta da un comunicato stampa della stessa Rsu che segnalava possibili disagi per i visitatori e giudicata perfettamente legittima dallo stesso Soprintendente Prosperetti". In Italia, prosegue la nota, "l'espressione legittima e democratica di un diritto sancito dalla Costituzione viene messo pesantemente in discussione con dichiarazioni dello stesso Ministro Franceschini, che oggi paventa non si sa bene quali misure sui servizi essenziali, e dallo stesso Presidente della Commissione di Garanzia sugli scioperi il quale del tutto impropriamente interviene sulla questione a dispetto del ruolo di garanzia che dovrebbe esercitare. Allo stesso ministro ricordiamo che la tutela del nostro patrimonio culturale rientra già nella normativa sui servizi essenziali, stabilendo il limite tra l'esercizio di un diritto fondamentale dei lavoratori e le esigenze dei cittadini. Nel caso di assemblea dei lavoratori peraltro la stessa normativa contrattuale prevede la formazione di presidi a tutela della integrità dei siti. Andare oltre questo limite significa mettere in discussione i diritti costituzionali e questo il ministro dovrebbe saperlo."

D'altra parte, volgendo lo sguardo ai luoghi d'arte presenti nelle principali città europee, ci si rende rapidamente conto che i lavoratori del Colosseo non sono certo gli unici ad esercitare i propri diritti sindacali.

I dipendenti del National Gallery di Londra, ad esempio, hanno recentemente protestato contro la privatizzazione del museo e la commercializzazione dei luoghi di cultura, impedendo ai turisti di visitare oltre il 60% delle stanze e delle opere d'arte.

Il 9 aprile i lavoratori della Torre Eiffel l'anno hanno aderito ad uno sciopero generale che ha impedito a chiunque l'ingresso al monumento e il mese successivo, gli agenti della sicurezza della Torre, dopo un'assemblea sindacale indetta a pochi minuti dall'apertura, hanno proclamato uno sciopero a sorpresa.

I dipendenti del Louvre, anche recentemente protagonisti di scioperi e mobilitazioni, nel 1999 proclamarono uno sciopero a oltranza coinvolgendo anche i colleghi del Musée d'Orsay e impedendo l'ingresso al museo a 100 mila turisti.