IN MATERIA DI MOBBING

06/02/2017 13:24:30

Con due recenti sentenze la Corte di Cassazione ha ribadito alcuni importanti principi in materia di mobbing.

In particolare, in entrambe le sentenze pubblicate, la Suprema Corte ha ricordato che - ai fini della configurabilità del mobbing lavorativo - devonono ricorrere: a) una serie di comportamenti di carattere persecutorio - illeciti o anche leciti se considerati singolarmente - che, con intento vessatorio, siano posti in essere contro la vittima in modo miratamente sistematico e prolungato nel tempo, direttamente da parte del datore di lavoro o di un suo preposto o anche da parte di altri dipendenti, sottoposti al potere direttivo dei primi; b) l’evento lesivo della salute, della personalità o della dignità del dipendente; c) il nesso eziologico tra le descritte condotte e il pregiudizio subito dalla vittima nella propria integrità psico-fisica e/o nella propria dignità; d) l’elemento soggettivo, cioè l’intento persecutorio unificante di tutti i comportamenti lesivi.

Scarica la sentenza n. 2012/2017 

Scarica la sentenza n. 2142/2017