LAVORATORE REINTEGRATO PER INSUSSISTENZA GIURIDICA DEL FATTO CONTESTATO

05/03/2018 10:17:19

Il Tribunale di Firenze ha affrontato la questione relativa all'insussistenza del fatto materiale contestato al dipendente nell'ambito di un procedimento disciplinare, ribadendo come, anche alla luce dei principi espressi dalla Corte di Cassazione, ai fini dell'applicazione della tutela reintegratoria di cui all'art. 3, comma 2 D. Lgs. n. 25/2015, tale nozione vada intesa nel senso di "insussistenza del fatto giuridico".

"E’ evidente infatti" - chiarisce il Giudice - "che la dizione contenuta nel comma 2 del citato art 3 “'insussistenza del fatto materiale contestato al lavoratore” deve essere inteso come insussistenza del fatto in senso giuridico. (...) In altre parole, dunque, la condotta posta a base del licenziamento disciplinare non può risolversi in un fatto che non sia giuridicamente qualificabile come inadempimento agli obblighi derivanti dal rapporto di lavoro, perché è solo l’inadempimento che giustifica il potere sanzionatorio datoriale". Nel caso di specie, il Giudice, rilevato che il licenziamento era stato intimato in assenza della preventiva contestazione dell'addebito, ha condannato il datore di lavoro alla reintegrazione del dipendente: “L’omessa contestazione degli addebiti, infatti, lungi dal costituire un mero vizio formale o procedurale, incide sulla stessa sussistenza del fatto, che lo stesso art 3 d.lvo 23/15 qualifica come “contestato.” Si ringrazia per la segnalazione AGI - Avvocati Giuslavoristi Italiani (http://www.giuslavoristi.it/).

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