NULLITA' DEL LICENZIAMENTO PER VIOLAZIONE DELL'ART. 2112 C.C. E CONDANNA DELLA CESSIONARIA ALLA REINTEGRAZONE DELLA LAVORATRICE

18/01/2016 10:24:56

Pubblichiamo la sentenza con cui, in data 3 dicembre 2015, il Tribunale di Milano, sezione lavoro, ha accolto il ricorso promosso col patrocinio di questo studio legale da una lavoratrice, ingiustamente licenziata nell'ambito della procedura di riduzione del personale posta in essere dalla società datrice di lavoro in vista di una cessione di ramo aziendale.

Il Giudice, in particolare, ha ritenuto che il recesso in esame fosse contrario alle disposizioni di cui all'art. 2112 c.c., in quanto "causalmente connesso e fondato" sul trasferimento dei compendi aziendali oggetto della cessione, e non sorretto invece da specifiche ragioni organizzative, strutturali ed economiche ravvisabili, al momento del recesso, nella società cedente. Il Tribunale, infatti, ha considerato sufficientemente provato, anche in base ad un'interpretazione "letterale, logica e sistematica" degli accordi sindacali sottoscritti dalle parti, che "la decisione di ridurre il numero del personale dipendente di C_____ spa attraverso la procedura di licenziamento collettivo per cui è causa era essenzialmente dettata dalla necessità della società resistente di sostenere e di favorire il buon esito della "partnership" internazionale del gruppo A________ con E______ A________ attraverso la cessione, in una nuova società, di alcuni compendi aziendali con un numero massimo previsto di dipendenti". In ragione della accertata violazione della norma imperativa di legge, la sentenza in commento conclude per la nullità ex art. 18, 1° comma, Statuto dei Lavoratori del licenziamento impugnato, con conseguente condanna dell'azienda cessionaria alla reintegrazione della ricorrente e di entrambe le convenute (cedente e cessionaria), in solido tra loro, al pagamento dell'indennità risarcitoria. 

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