RICONOSCIUTO L'ASILO POLITICO AD UN CITTADINO PAKISTANO IN RAGIONE DELL'ORIENTAMENTO SESSUALE

06/04/2018 12:56:39

Con sentenza pubblicata in data 5 aprile 2018, la Corte d'Appello di Milano, II Sezione Civile, ha riconosciuto lo status di rifugiato politico ad un cittadino originario del Punjab, Pakistan, il quale, con l'assistenza del nostro studio legale, ha impugnato l'ordinanza del giudice di primo grado che aveva confermato il provvedimento di rigetto della domanda di protezione internazionale emesso dalla Commissione Territoriale, competente per la precedente fase amministrativa.

La Corte, infatti, ritenuto anzitutto credibili le affermazioni rese dal richiedente "con particolare riferimento alla presa d’atto della propria condizione di omosessuale nel contesto di una famiglia musulmana di vecchia tradizione appartenente alla media borghesia Pakistana", ha giudicato fondato il suo timore di essere perseguitato quale appartenente ad un determinato gruppo sociale ai sensi dell’art. 2 del D.lgs. 251/2007, dal momento che la legislazione penale pakistana - e in particolare la previsione di cui all'art. 377 CPP, che sanziona penalmente chi compie atti sessuali con persone dello stesso sesso - è "del tutto incompatibile con il diritto fondamentale di vivere liberamente la propria vita sessuale ed affettiva" ed integra pertanto chiaramente gli estremi della persecuzione personale e diretta motivata dall’appartenenza ad un determinato gruppo sociale.

"In altri termini" - conclude la Corte - "la grave ingerenza dello Stato nella vita privata dei cittadini pakistani attraverso la criminalizzazione degli atti sessuali commessi con persone dello stesso sesso costituisce indubbiamente una grave violazione dell’art. 2 della Costituzione Repubblicana nonché dell’art. 8 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo che sancisce il diritto alla vita privata e familiare", con il conseguente diritto del richiedente al riconoscimento dello status di rifugiato.

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