TAR DELLA LOMBARDIA: E' ILLEGITTIMO PORRE A CARICO DEGLI ASSISTITI IL COSTO DELLE PRESTAZIONI PER LE FECONDAZONI ASSISTITE DI TIPO ETEROLOGO

02/11/2015 19:33:42

Con sentenza depositata in data 28 ottobre 2015 il Tar della Lombardia ha dichiarato illegittima la "decisione della Regione di porre a carico degli assistiti il costo delle prestazioni per la fecondazioni assistite di tipo eterologo".

Il Tribunale ha infatti accolto il ricorso promosso dall'Associazione “SOS Infertilità” Onlus contro la Regione Lombardia volto ad ottenere l’annullamento delle deliberazioni della Giunta Regionale contenenti le determinazioni in ordine all’ applicazione delle tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA) di tipo eterologo e l'individuazione delle relative tariffe.

Questo l'iter argomentativo seguito dal Tribunale: "Appare opportuno richiamare la sentenza n. 162 del 2014 della Corte costituzionale che ha evidenziato come “la scelta di [una] coppia di diventare genitori e di formare una famiglia che abbia anche dei figli costituisce espressione della fondamentale e generale libertà di autodeterminarsi".  

"Conseguentemente" - prosegue la Corte - "le limitazioni di tale libertà, ed in particolare un divieto assoluto imposto al suo esercizio, devono essere ragionevolmente e congruamente giustificate dall’impossibilità di tutelare altrimenti interessi di pari rango. Inoltre la tematica in esame è altresì riconducibile al diritto alla salute ... In relazione a questo profilo, non sono dirimenti le differenze tra PMA di tipo omologo ed eterologo, benché soltanto la prima renda possibile la nascita di un figlio geneticamente riconducibile ad entrambi i componenti della coppia. Anche tenendo conto delle diversità che caratterizzano dette tecniche, è, infatti, certo che l’ impossibilità di formare una famiglia con figli insieme al proprio partner, mediante il ricorso alla PMA di tipo eterologo, possa incidere negativamente, in misura anche rilevante, sulla salute della coppia, nell’accezione che al relativo diritto deve essere data, secondo quanto sopra esposto. Trattandosi quindi di prestazione riconducibile a una pluralità di beni costituzionali – libertà di autodeterminazione e diritto alla salute – né il legislatore né, a maggior ragione, l’ autorità amministrativa possono ostacolarne l’ esercizio o condizionarne in via assoluta, la realizzazione, ponendo a carico degli interessati l’intero costo della stessa, al di fuori di ogni valutazione e senza alcun contemperamento con l’ eventuale limitatezza delle risorse finanziarie". 

"In ogni caso l’ipotizzata carenza di risorse non potrebbe comunque determinare il completo sacrificio delle posizioni giuridiche dei soggetti che, in possesso dei prescritti requisiti (....) volessero ricorrere alla procedura di PMA eterologa, considerato che il nucleo essenziale di un diritto fondamentale, qual è quello alla salute, cui la predetta prestazione va ricondotta, non può giammai essere posto in discussione, pur in presenza di situazioni congiunturali particolarmente negative".

Infine, precisano i Giudici, "va altresì evidenziato come il trattamento deteriore riservato alla PMA di tipo eterologo appare illegittimo anche per violazione del canone di ragionevolezza, attesa la riconducibilità di questa allo stesso genus della PMA di tipo omologo, assoggettata invece al pagamento del solo ticket." 

"Di conseguenza" - conclude quindi il Tribunale - "vanno dichiarate illegittime le deliberazioni regionali impugnate nella parte in cui si è stabilito di porre a carico degli assistiti il costo delle prestazioni per la PMA di tipo eterologo, unitamente alla previsione delle relative tariffe".

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