UNA NUOVA PRONUNCIA DEL TRIBUNALE DI BUSTO ARSIZIO IN MATERIA DI PRESCRIZIONE DEI CREDITI RETRIBUTIVI DEI LAVORATORI A SEGUITO DELLA RIFORMA FORNERO

29/05/2018 11:27:59

A fronte della domanda proposta da un lavoratore il quale, assistito dal nostro studio legale, ha convenuto in giudizio il datore di lavoro chiedendo il pagamento delle differenze retributive dovute per aver svolto, per tutta la durata del rapporto di lavoro, mansioni riconducibili ad un livello superiore di inquadramento contrattuale, la società ha eccepito l'intervenuta prescrizione del diritto di credito fatto valere dal lavoratore, assumendo che il termine prescrizionale previsto dalla legge decorre, in caso di datori di lavoro con più di 15 dipendenti, già in costanza di rapporto.

Il Giudice, accertato l'effettivo svolgimento da parte del dipendente delle mansioni appartenenti al livello superiore di inquadramento secondo la declaratoria del CCNL di categoria, ha riconosciuto il suo diritto ad ottenere il pagamento delle differenze retributive, rigettando l'eccezione di prescrizione sollevata dal datore di lavoro sulla base della seguente motivazione: "L’eccezione di prescrizione sollevata dalla convenuta non è fondata. Il Tribunale di Milano ha recentemente ritenuto (sent. 3460/15) che dalla data di entrata in vigore della legge 92/2012, ovvero dal 18.7.2012, detta tutela essendo stata fortemente ridotta (relegando la tutela reintegratoria a ristrette e residuali ipotesi) la prescrizione non possa farsi più decorrere nel corso del rapporto anche se il datore di lavoro rientra nel campo dimensionale di applicazione formale dell'art. 18 l. 300/70".

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